Proviamo a rispondere ad alcune delle domande che spesso ci vengono proposte dai futuri allievi di IFMO.

Cos’è l’osteopatia?
L’osteopatia è una disciplina che in Italia ha trovato affermazione a partire dagli anni novanta ed è sempre più diffusa perché vicina ad una concezione di medicina in chiave moderna che mette al centro il paziente nella sua interezza e complessità e non solo la malattia; per tale ragione la sua pratica implica lo studio e la conoscenza integrata di molteplici discipline sanitarie.

L’osteopatia è una professione sanitaria con competenze di diagnosi, gestione e trattamento dei pazienti, esclusivamente manuale, applicabile ad ogni fascia di età. Questo poiché questa scienza medica si basa sul principio che nell’organismo umano l’integrità della struttura e l’efficienza della funzione sono strettamente legate, ragione per la quale vi è una tendenza naturale dell’organismo ad auto guarirsi raggiungendo un nuovo livello omeostatico il più prossimo possibile a quello in cui si trovava prima dell’evento perturbativo.

 

Chi è l’osteopata?
Grazie alla recente legislazione l’osteopata è stato riconosciuto anche in Italia come figura sanitaria; la fase attuativa della Legge si occuperà poi di individuare le competenze della figura professionale, il percorso formativo e le equipollenze dei titoli conseguiti prima della Legge.
Per diventare osteopata, secondo la previsione normativa bisognerà intraprendere un corso di osteopatia di 5 anni, con possibilità di riconoscimento di un credito formativo triennale per coloro che sono in possesso di laurea in fisioterapia, e conseguire poi un esame obbligatorio di abilitazione presso l’Agenas.

Nelle more dell’istituzione dell’ordinamento di Laurea magistrale in osteopatia, ai fini della valutazione delle equipollenze e dell’accertamento dei titoli pregressi presso il Ministero della Salute sarà istituita una Commissione composta da: un rappresentante del Ministero della Salute, un rappresentante del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, due rappresentanti designati dalle Regioni e tre componenti delle associazioni di riferimento per gli osteopati. La commissione avrà la funzione di valutare i titoli in possesso degli osteopati conseguiti prima e nelle more della definitiva legislazione secondo i seguenti parametri:

a) Sono da considerare equipollenti i titoli di studio conseguiti con corsi di formazione in osteopatia il cui percorso didattico sia articolato in un curriculum di studi non inferiore a 300 crediti equivalenti

b) Sono da considerare equipollenti i titoli in possesso di soggetti laureati in medicina, veterinaria, fisioterapia e terapia occupazionale che abbiano conseguito, accanto alla formazione di base, almeno 120 crediti equivalenti in formazione specifica osteopatica

c) È fatto salvo il diritto, per i soggetti che alla data di entrata in vigore della legge abbiano intrapreso il percorso formativo di abilitazione in osteopatia, di terminare il corso di studi per il conseguimento di almeno 300 crediti equivalenti con le caratteristiche di cui ai punti a) e b) e accedere alla professione.